giovedì 12 giugno 2008

(11/09/05): Evoluzione

Evoluzione

Megagoncerto di Ligabue.*
Del Liga, come dicono tutti, ora.
Approssimativamente duecentomila anime a saltare sulle note di "Balliamo sul Mondo".
(e chissà quante altre lo hanno fatto anche solo idealmente).

***

Eravamo nel 1988.
Ancora trasmetteva "Mondoradio Rock Station", storica emittente locale, nata dal pionierismo delle radio libere, che dall'etere, unica in un desolante panorama impregnato di MainStream e sintetizzatori, ha fatto crescere una generazione, salvandola dalle paillettes degli anni '80, impastando di note inconsuete la nostra terra, così sospesa, come disse Guccini, tra la via Emilia e il West.
Se preferiamo, così sospesa tra il Lambrusco e il Pop Corn.
Che poi è la stessa cosa.

Ancora non c'era "K-Rock", che di Mondoradio ha raccolto l'eredità, estremizzandola fors'anche, lei, così intrisa di programmatori radiofonici che potremmo definire quasi "anti dj", così attenti a sciorinare la storia dei musicisti proposti, così attenti a rifuggire la marea di parole e di cazzate che sembra ogni conduttore debba emettere per essere definito trendy.
Così attenti ad irrigare, goccia dopo goccia, quella tradizione che nella nostra provincia ha fatto crescere decine e decine di musicisti rock (serve ricordare AFA, Ustmamò, CCCP, anche Zucchero se vogliamo, e i meravigliosi Offlaga Disco Pax).

Luciano ascoltava MondoRadio, se ne nutriva.

Luciano era una delle menti pensanti dell'organizzazione che alla favolosa festa dell'Unità di Correggio, in un paesino di 20000 anime, sperduto, lui sì, tra la via Emilia e il West, ha portato artisti come REM, Bob Dylan, Ben Harper, Patti Smith, Pogues, e chissà quanti ne dimentico.

Luciano aveva appena vinto il leggndario concorso per le band emergenti, "Terremoto Rock", emanazione di quel "verbo rock" in cui, grazie a mio fratello maggiore, che mi nutriva a pane a Pink Floyd, The Doors, Led Zeppelin, The Who, io sono cresciuto.

(e ancora si acquistavano i vinili, scartabellando immense pile disordinate a cercare la perla, da "Barcone Sound", in Via Emilia)

Luciano suonava con gli "OraZero".
Tenne un concerto all'oratorio del mio paese.

***

Il Liga che usciva nel 1990 con il suo primo album, quello con i testi sulla copertina e le citazioni cinematografiche, era nostro.
Era la nostra tradzione.
La nostra generazione rock.
La nostra terra.
Il Liga era Mondoradio, era le note dell'unico baluardo che, insistente e instancabile, proponeva Neil Young, REM, Talkin' Heads, U2.
Quello stesso baluardo che non aveva ceduto prima ad Alberto Camerini, poi a Tarzan Boy o Luis Miguel.
Il Liga che arrivava a suonare sul palco della festa dell'Unità di Correggio era un cerchio che si chiudeva.
Il Liga eravamo noi, rocker padani, eredi di quella tradizione che, dalla Beat Generation dei Nomadi ai successivi cantastorie alla Guccini, aveva nel sangue i panorami della nostra terra, imbevuti in abbondanti dosi di American Dream.
Tra la Via Emilia e il West.
Tra il Lambrusco e il Pop Corn.

***

Mondoradio oggi non c'è più, splendidamente affrescata in inchiostro e vinile, eloquentemente nascosta tra le pieghe di "Radio Freccia".

Ligabue ha raccontato le nostre "Certe Notti", di ritorno forse dal Corallo, la storica discoteca Rock di Scandiano.
Ligabue ha raccontato i nostri borghi, la nostra radio, la nostra aria (atmosfera?), la nostra politica, le nostre terre, la nostra musica, i nostri sogni, la nostra lingua, in libri e film.

Adesso li racconta a duecentomila persone. O chissà a quante di più.
Adesso lo conoscono tutti.
Adesso tutti ne ascoltano l'accento reggiano.

E mentre gioisci della fortuna di un tuo conterraneo, così legato alla tua musica, alla tua terra, alla tua anima, al tuo mondo, ti scende una lacrima

e sai che in fondo hai perso qualcosa.

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* = questo post avrei voluto scriverlo lunedì, poi martedì, quindi mercoledì, dopodiché giovedì e infine venerdì.
Avrei parlato del concerto al futuro, non al passato.
Chissà perché non l'ho fatto: impegni, poca ispirazione, pigrizia.
(la terza che ho detto)

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